Tagliolini rossi al burro e capesante saltate

Se avete fatto la pasta fresca alla rapa rossa e vi è avanzato un po’ di impasto provate questi tagliolini e farete un figurone.
La ricetta per l’impasto la trovate qui.


Ingredienti per due persone

taglioni di pasta fresca alla rapa circa 80 gr a persona
6 capesante fresche
germogli di porro (o di ravanello)
1 bustina di nero di seppia
olio EV
sale e pepe
Burro 

Procedimento

Stendete la pasta fresca con la macchinetta a spessore 3, altrimenti si rompe, cercate di fare strisce della stessa lunghezza e dai bordi eliminate i ritagli sfrangiati, avrete tagliolini interi e non briciole.
Lasciate asciugare la pasta.
Potete arrotolarla in matassine e congelarla, altrimenti cuocerla il giorno stesso.

Dato che il tempo di cottura di tutto richiede pochi minuti vi consiglio di procedere prima preparando il piatto da portata.
Aprite una bustina di nero di seppia e mettetelo in una ciotolina, intingete un pennello da cucina e passatelo sul piatto dove servirete i tagliolini.
Lavate i germogli di porro ed asciugateli con carta assorbente.

Portate a bollore l’acqua in una pentola capiente, circa 1 lt per hg di pasta. 
Pulite le capesante, io tolgo anche la parte corallina e il piede del mollusco, asciugatele con carta assorbente. In una padella scaldate un filo di olio EVO e fatele rosolare per circa 1 minuto e mezzo per lato.
In una padella sciogliete il burro, circa 3 cucchiai, non fatelo bruciare.

Salate l’acqua e buttate i tagliolini che verranno a galla quasi subito, prelevateli con il mestolo da spaghetti e scolateli poi passateli nel burro e serviteli immediatamente.

Potete aggiungere una grattatina di buccia di limone non trattato.
Bon apetit!

Mini cake alla marmellata

Oggi è la volta di un dolce per i più piccoli! So che molti di voi non sono celiaci e spesso cercano ricette perché avete figli che lo sono.
Devo dire che le merendine confezionate sono molto migliorate negli ultimi anni, ci sono anche molti cloni delle merendine più note, credo nate nell’ottica di non far sentire i bimbi diversi tra loro.
Però sul fatto che siano sane perché senza glutine.. beh ho i miei dubbi. Ma purtroppo non c’è sempre tempo per far tutto… così ogni tanto, se volete, potete preparare queste delizione tortine per una merenda dei vostri piccoli! Ma anche per un ottimo thè delle 5 tra amiche. 
A vederle sono molto simpatiche e la guarnizione la potete fare a seconda dell’occasione.
La ricetta originale la trovate sul sito di una ragazza favolosa, ama la cucina e si vede, ci mette molta passione, il suo blog infatti si chiama Chiarapassion, da passione chiara per la cucina!

Ho già fatto queste tortine prima di Natale e ho comunicato ad Enrica di Chiarapassion la quantità di farina senza glutine da usare, combinata con un po’ di fecola, e lei, molto gentilmente lo ha addirittura pubblicato sul suo blog.
Ora sono a riproporvela, indicando anche quale farina ho usato.
Per la ricetta originale e la sua versione FASHION CAKE, ed Enrica è una che se ne intende di Fashion, visitate il suo meraviglioso blog, il link della torta lo trovate qui , le foto sono meravigliose, ispirerebbero chiunque! Grazie ad Enrica.

Ecco le dosi ed indicazioni per farla senza glutine


Ingredienti 

100 gr di farina per pane e pasta linea Benessere Coop

50 gr di fecola
100 gr di burro
70 g di zucchero
2 uova
3 cucchiai di marmellata di arance (o se ne avete altra aperta in frigo, andrà bene lo stesso) io ho preso la marmellata alle arance della coop perché ha già pezzetti di scorza in mezzo
scorza d’arancia e limone grattugiata (facoltativo)
3 cucchiai di latte
1 cucchiaino di lievito per dolci San Martino senza glutine

Per la glassa

120 zucchero a velo San Martino senza glutine
2 cucchiai succo di limone

Procedimento

Mettete il burro a temperatura ambiente in una ciotola  e montarlo con le fruste  con lo zucchero fino ad avere un composto chiaro e spumoso. Aggiungete le uova leggermente sbattute, la marmellata, la farina e la fecola setacciata con il lievito ed il latte, mescolare fino a che non risulti un composto omogeneo.

Accendete il forno a 180° statico, versate l’impasto nello stampo dei mini muffins, precedentemente imburrato ed infarinato.
Cuocete per circa 10 minuti, devono essere belli dorati.
Lasciate raffreddare e nel frattempo preparate la glassa glassa al limone, mescolando lo zucchero a velo con le gocce di limone. Appena freddi potete decorare le vostre mini cakes ed aggiungere zuccherini per decorare.

Cuori rossi al radicchio di Treviso

Questi ravioli a forma di cuore sono la cosa più bella che ho visto sul web di recente. 
La pasta, solo a vederla in foto, mi ha fatto venire una tremenda voglia di provarla a seduta stante.. 
Chi l’ha preparata non ha fatto altro che fare una tela di pasta fresca, dipingerla del colore più bello che poteva trovare in natura e impressionare ogni visitatore della sua pagina. Lei è Laura di Timo e Basilico, uno dei blog più interessanti e belli che io abbia seguito finora. 
La sua ricetta è geniale perché a vedere la sfoglia poi mi sono chiesta con che ripieno abbinarla, ma lei ha pensato a tutto.
Se siete non celiaci la ricetta per fare questa meraviglia… guardate la sua quanto è strameravigliosa.. la trovate qui .
Un grazie a Laura. Artista a 360°.


Se siete celiaci utilizzate queste dosi.

Ingredienti

300 gr di farina per pasta Pane di Anna
1 rapa rossa
2 uova
1 cucchiaio di olio 
sale un pizzico
acqua q.b.

Procedimento

Tagliate a cubetti la rapa e passatela nel mixer o con frullatore ad immersione.
Aprite le uova e sbattele, poi aggiungete la rapa frullata ed il cucchiaio di olio.
Su di una spianatoia versate la farina a fontana e fate un buco al centro dove verserete il composto di uova e rapa.
Iniziate a portare la farina verso il centro e mescolate, iniziate ad impastare con energia affinché si amalgami bene.
Sulle istruzioni della farina è indicato di utilizzare acqua, io in questo caso non l’ho usata perché la rapa è umida e porta già collosità all’impasto. Quel tanto che basta per attivare il guar e renderlo simili-effetto-glutine.
Impastate energicamente e continuate ad aggiungere farina se risultasse appiccicoso, fino a formare una palla.
Lasciate riposare mezzora nel frigo.
Stendete la pasta fresca con il matterello sulla spianatoia ben infarinata, passatela poi nella macchinetta.
Io ho lasciato la pasta abbastanza grossa al numero 3. Si rompeva molto facilmente.
Questo spessore mi ha permesso di lavorarla bene ed ha resistito anche in cottura.

Per il ripieno ho utilizzato

300 gr di ricotta di mucca
2 radicchi trevigiani
4 cucchiai di parmigiano
1 cucchiaio di zucchero di canna
olio EVO
sale

Tagliate il radicchio a pezzettini piccoli e cuocetelo in padella per circa 10 minuti a fiamma media con un cucchiaio di olio, salatelo e mettete anche un cucchiaio di zucchero di canna.
Lasciatelo raffreddare, poi mescolatelo alla ricotta di mucca precedentemente schiacciata con una forchetta. Aggiungete parmigiano.

Per aiutarvi potete mettere il composto in una sac-a-poche e riempire i tortelloni o ravioli. 



Per San Valentino ho fatto questi cuori, per un pranzo domenicale i classici tortelloni. 

Cuoceteli in abbondante acqua salata per qualche minuto e tirateli su con la ramina, basterà passarli in una padella con burro fuso e salvia.


Tortino dal cuore caldo

Questo tortino dal cuore caldo sarà il vostro cavallo di battaglia e stupirà tutti…
Non è così complicato, bisogna solo aver cura di azzeccare la cottura e potrete deliziare il vostro palato con qualcosa che ha del sublime! Chi non ama il cioccolato? Se poi è caldo e cremoso…
La ricetta originale l’ho presa dal sito di GialloZafferano.it e la potete trovare qui.
Approfittatene di farlo finché ci sono ancora queste giornate fredde!
Potete prepararne dose doppia e congelarli. Questo dolce va cotto e mangiato all’istante. 
Per quelli congelati vi basterà passarli dal freezer al forno cuocendo qualche minuto in più.

Let’s go!


Ingredienti per 4 persone

150 gr di cioccolato fondente 
80 gr di burro
20 gr di farina Biaglut
2 uova + 1 tuorlo
90 gr di zucchero a velo San Martino
10 gr di cacao amaro (senza glutine)

Procedimento

Tagliate grossolanamente il cioccolato e mettetelo in una ciotola di plastica assieme al burro spezzettato, se avete il microonde passatelo a 800 watt per circa 1 minuto, controllate che si sciolga ma che non si asciughi. Se non l’avete mettete cioccolato e burro in una casseruola e sciogliete a bagnomaria.
A parte, in una ciotola, montate le uova con lo zucchero a velo, finché il composto non sarà gonfio e chiaro. In planetaria occorrono circa 4 minuti, con fruste 10.
Incorporate alle uova il cioccolato fuso e mescolate, aggiungete la farina setacciata già mescolata con il cacao amaro.
Imburrate 4 stampini di alluminio e spolverateli con cacao amaro, versate il composto e riempiteli per 3/4. Cuocete in forno statico preriscaldato a 180° per 13/15 minuti, sfornateli e dopo qualche minuto di riposo capovolgeteli in un piatto e servite immediatamente!
Guarnite con zucchero a velo o cacao zuccherato e accompagnate con panna montata. Come mangiare una cioccolata in tazza!

Io ho utilizzato degli stampini poco più grandi di quelli di alluminio e hanno cotto per 15 minuti, per essere certa della cottura ho toccato la superficie del dolce e risultava resistente al tatto ma sotto morbida.



Viva la cioccolata!!!

Paella a modo mio


Non vi capita mai di avere voglia di qualcosa e poi pensare che ci vuole troppo tempo per prepararla, per cui abbandonate a priori l’idea?
Ma se poi è un piatto che non è comune mangiare neanche al ristorante… Allora dovete proprio farvelo da voi. Come la paella. 
Un piatto che nasce da una tradizione contadina spagnola e che prevede molte varianti, dal gusto classico di base, ricorda un po’ un risotto ma i suoi profumi e i suoi colori ci fanno subito viaggiare e ci portano in posti da vacanza.
La paella dovrebbe essere un piatto povero, la Valenciana prevede pollo e coniglio. Poi c’è quella di Marisco, solo pesce e frutti di mare ma risulta tutto tranne che povera, ricca di molluschi e crostacei.

Io mi sono presa la licenza poetica di rivisitarla, chiedo scusa agli spagnoli, ma non avendo sufficiente tempo per fare la versione di pesce ho voluto semplificarla e renderla un piatto più comodo da fare in poco più tempo di un risotto classico italiano.
Un risotto alla paella!

Ingredienti per due persone

200 gr di mazzancolle
3 seppie
3 calamari
1/2 peperone rosso
2 pugni di pisellini surgelati
200 gr di riso vialone nano
1 bustina di zafferano
1 cucchiaino di paprika dolce
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
peperoncino fresco a piacere
mezza cipolla
1 scalogno
brodo vegetale q.b.
sale q.b.
olio EVO

Procedimento

Pulire i gamberi, sgusciateli ed eliminate il filetto. Pulite i calamari eliminando la cartilagine e l’interno e la pelle esterna. Pulite le seppie, potete salvare i tentacoli se vi piacciono, basterà eliminare il becco.
Affettate il peperone a listarelle sottili.
Preparate il brodo vegetale, potete utilizzare il dado vegetale senza glutine oppure mettendo a bollire una carota, un pezzo di sedano e mezza cipolla nel frattempo che pulite il pesce.
Tagliate a listarelle la seppia, i calamari tagliateli ad anelli di circa un dito di spessore entrambi.
In una padella (paella, da qui nasce il nome del piatto) mettete a rosolare la cipolla e scalogne tritati con circa due cucchiai di olio e un po’ di peperoncino fresco tritato.
Aggiungete i calamari e le seppie, dopo averli rosolati fate cuocere per circa 10 minuti bagnandoli con un po’ di brodo vegetale. Aggiungete il peperone tagliato ed i pisellini.
Ora potete mettere lo zafferano, la paprika, il concentrato di pomodoro e mescolate, poi versate il riso a pioggia e mescolate, annaffiate con il brodo e cuocete come un normale risotto, mescolando di tanto in tanto. Aggiustate di sale.
Pochi minuti prima di arrivare a cottura del riso ricordatevi di aggiungere i gamberi.
La paella deve risultare al dente, non troppo asciutta.

Se volete potete aggiungere le cozze, vanno cotte a parte aprendole e messe sopra al riso per decorazione.
Ma posso garantirvi che apprezzerete questa versione!

Viva!!!

Biscotti del buongiorno

Non vedevo l’ora di provare gli stampini da biscotti che ho trovato alla Maison Du Monde così ho improvvisato questi buonissimi biscotti da colazione.
Un po’ simili alla pasta frolla, ma si differenziano per l’aggiunta di un uovo in più, intero, che darà una consistenza più croccante e meno burrosa. Ideali per una merenda e fantastici a colazione.

Richiederanno poco tempo e potrete farne di più e congelarli. Basterà tirarli fuori dal freezer la sera prima di consumarli e torneranno come appena fatti.



Ingredienti

250 gr di farina Bi Aglut per pane
100 gr di zucchero semolato extra fine 
2 tuorli + 1 uovo intero
125 gr di burro
2 cucchiai di polvere di caffè (io ho usato il decaffeinato) – potete sostituirlo con cacao amaro

Procedimento

Potete procedere con la sabbiatura, se avete il mixer mettete farina e burro freddo da frigo e fate andare finchè il composto non risulterà sabbioso. Se volete fare a mano basta versare la farina in una spianatoia e mettere il burro a pezzetti e lavorare a mano, sfregando le mani per sbriciolare il burro.
Sulla spianatoia create una fontana con il composto ed al centro versate i tuorli più l’uovo (consiglio di sbatterli in una terrina poi versarli).
Aggiungere la polvere di caffè (o cacao) e lavorare a mano per amalgamare il composto. Abbiate pazienza, sembrerà non voglia collaborare ma alla fine verrà omogeneo.
A questo punto lasciate riposare la palla di impasto nel frigo per almeno mezzora.

Accendete il forno ventilato a 180°.
Dopo il tempo indicato prendete l’impasto e schiacciatelo con le mani poi stendetelo con un matterello su di una spianatoia, utilizzando un po’ di farina per non farlo attaccare.
Fatelo di circa mezzo cm di spessore. Procedete a tagliare nella forma che più desiderate.
Infornare su una placca rivestita di carta forno e cuocere per circa 10 minuti.

Se vi piacciono croccanti lasciateli anche 12 minuti.
In ogni caso, controllate la cottura dopo 10 minuti perché dipende molto dallo spessore e dal forno.
Basterà che risultino dorati.




Consiglio. Assaggiateli una volta ben raffreddati. Da caldi non rendono molto. Anzi! 
A presto!

Spiedini misti con panatura profumata allo zenzero

Spiedini di mazzancolle e seppie con panatura croccante



Se volete dare un tocco diverso ad un piatto evergreen, un tocco fresco che richiama l’estate e dal gusto che vi sorprenderà, allora provate questi spiedini! Vi stupiranno.
Il pesce deve essere fresco e non decongelato, abbiate la cura di pulire le mazzancolle dal filetto, pulite le seppie e formate gli spiedini.
Le cose basi per farli le conoscete.


Ingredienti per due persone

6 Spiedini misti di gamberi e seppie (io li trovi già pronti dal mio pescivendolo di fiducia, freschi e già puliti)
1 ciabattina rustica Schaer (o altro pane senza glutine integrale)
1 spicchio di aglio
prezzemolo
peperoncino fresco a piacere, io amo l’habanero, se lo usate fate attenzione perché è davvero piccantissimo, ma molto aromatico
olio EVO
1 lime 
sale 
1 radice di zenzero

Procedimento

Tritate nel frullatore il pane integrale senza glutine assieme ad aglio, prezzemolo, poco peperoncino.
Lasciate il pane un po’ grossolano. Conditelo con sale ed un paio di cucchiai di olio EVO.
Coprite gli spiedini con la panatura e sistemateli su una placca da forno coperta con un foglio di carta oleata.
Cuocete a 180° per una decina di minuti.
Pelate la radice di zenzero e grattuggiatela.

Prima di servire gli spiedini mettete sopra lo zenzero grattugiato e spremete un lime a piacere.

Buon appetito.

Millefoglie millevoglie

Millefoglie con crema pasticcera e frutta fresca

Chi ha detto che bisogna aspettare la domenica per fare un dolce goloso come quelli della pasticceria? 
Se avete poco tempo questo è il dolce che fa per voi. Basta avere in casa qualche ingrediente base e la pasta sfoglia Schaer nel congelatore.
Nelle indicazioni della pasta sfoglia DS Schaer ci sono le istruzioni per scongelarla anche nel microonde. Devo dire che non ho mai provato, ma sono sicura che il risultato sarà buono, basterà seguire le istruzioni.

Per chi non è celiaco ma ha ospiti che lo sono, troverete la pasta sfoglia nel banco freezer del supermercato oppure nei negozi specializzati. Basterà tenerla a temperatura ambiente per 5 ore o microonde come detto sopra.

Vi servirà anche l’amido di mais o fecola per la crema pasticcera, se avete questi in casa, oltre a latte, uova, zucchero e frutta fresca… siete pronti per iniziare.

Ingredienti

1 rotolo di pasta sfoglia DS- Schaer scongelato e a temperatura ambiente

1 uovo
Per la crema pasticcera:
500 ml di latte intero (potete usare anche latte di riso, diventerà molto leggera)
50 gr di amido di mais (o fecola)
100 gr di zucchero
4 tuorli
1 baccello di vaniglia
frutta mista (io ho usato lamponi, mirtilli, kiwi e fragola)
zucchero a velo San Martino (perché presente nel prontuario dei cibi senza glutine)

Procedimento

Per preparare la crema pasticcera, mettete a scaldare in un pentolino il latte.

Aprite con un coltello il baccello di vaniglia e con la lama estraete i semini neri all’interno. Metteteli nel latte.
A parte montate i 4 tuorli con i 100 gr di zucchero, aggiungete i 50 gr di amido di mais setacciati e mescolate finche non sarà omogeneo e senza grumi.
Versate nella ciotola dei tuorli un poco di latte e mescolate, questo impedirà ai tuorli di cuocersi e fare una bella frittatina.
Aggiungete altro latte e mescolate. A questo punto la crema di tuorli è pronta per essere versata nella pentola dove c’è il latte caldo. 
Cuocete e mescolate per qualche minuto e diventerà densa. Non troppo mi raccomando.
Spegnete e versate la crema in una ciotola e coprite subito con la pellicola trasparente appoggiandola direttamente sulla crema, questo fa sì che non si formi uno strato duro sulla crema e rimanga omogenea.
Lasciatela raffreddare.

Accendete il forno ventilato a 190° .

Srotolare la pasta sfoglia precedentemente lasciata a temperatura ambiente (deve essere malleabile e come pongo al tatto ma senza appiccicare), se vi sembra troppo grossa potete assottiliarla con il matterello, tagliatela in 6 pezzi uguali.
Disponete i pezzi di pasta sfoglia su una placca da forno rivestita di carta forno e spennellateli con un uovo sbattuto. Spolverate con zucchero a velo ed infornate per circa 10 minuti.  Dovranno risultare dorati e gonfi.

Sfornate e lasciate raffreddare.


Nel frattempo lavate e asciugate la frutta, tagliate a fette kiwi e se volete banana.


Per comporre il piatto iniziate stendendo un po’ di crema pasticcera sul fondo del piatto (così non scivolerà il vostro dolce!) poi appoggiate il primo pezzo di pasta sfoglia croccante e dorato. Coprite con crema pasticcera, io per comodità ho utilizzato una sac-a-poche ma potete benissimo usare cucchiaio e spatola, se non coltello. L’importante è che facciate uno strato generoso di crema e che copriate la superficie, senza esagerare però perché dovrete appoggiare il secondo pezzo di sfoglia e premere un po’, quindi potrebbe fuoriuscire.

Proseguite per tutti e tre gli strati, poi disponete la frutta in cima, secondo la vostra fantasia.
Io ho tagliato a ventaglio una fragola e infine cosparso di zucchero a velo.

Spero vi piaccia! 
Silvia


Viva la pasta fresca!

Tortelloni verdi ripieni di Ricotta e Pecorino di Fossa


Amo la pasta fresca. 
Rievoca in me ricordi legati all’infanzia, quando ero piccola e con la mia cara nonna passavamo ore a chiudere tortelli e tortellini.
La passione nasce proprio in quegli indimenticabili momenti. 
Vengo da una famiglia vecchio stampo, dove tutto viene ancora adesso fatto in casa da nonna, mamma e zie. E poi c’è lei, la mia cara Zia Maria. Una donna che nella vita ha dato tutta la sua passione agli altri cucinandola ogni giorno. Per me fonte di ispirazione e ammirazione. Lei sì che mi ha insegnato tanto, e non solo di cucina. Una persona poliedrica che ti trascina. Che ti trasmette positività. E che tanto avrei voluto più vicino per poter imparare ogni giorno.
Ma se in piccole dosi è riuscita a fare già tutto questo.. potreste immaginare dove sarei se le fossi stata accanto.
Oggi ho preparato la pasta fresca. E’ un rituale, ci vuole il suo tempo, va fatta con il cuore, con la calma. E quando la mangerai, li sentirai nel piatto.
Chiusi uno per uno con morbosa armonia, tutti in fila perché oltre che essere buoni devono anche essere belli da guardare.
Vanno conditi semplici, perché questa pasta senza glutine sarà così buona che non avrete bisogno di coprirla.


Dato che sto testando varie farine, svelerò subito che farina ho utilizzato per preparare questi squisiti tortelloni, sperando di non incappare in copyright o quant’altro. Ma spero che per chi produce questa farina questo mio post sia solo una buona recensione!
Ah, se c’è qualche civile (non celiaco) disposto a provare, ovviamente basterà utilizzare la farina normale e ridurre eventuali liquidi perché tutte le farine senza glutine assorbono più acqua in generale. 

Cominciamo!

Tortelli verdi agli spinaci ripieni di ricotta e pecorino di fossa.

Ingredienti

Per l’impasto.
250 gr di Farina Pane di Anna per pasta fresca
1 cucchiaio di olio
2 uova medie
3 cucchiai di spinaci freschi bolliti e frullati
sale q.b.
acqua tiepida

Per il ripieno.
300 gr di ricotta di mucca fresca possibilmente di ottima qualità (non quelle confezionate, perché hanno una consistenza più cremosa, quella fresca, da banco per intenderci, rimane più soda)
8 cucchiai di Pecorino di Fossa
4 cucchiai di Parmigiano Reggiano
1 uovo
Sale q.b.

Procedimento

Aprite le uova e sbattetele con un pizzico di sale, un cucchiaio di olio e i 3 cucchiai di spinaci. L’impasto risulterà di un colore più omogeneo così facendo.
Mettete a fontana la farina in una spianatoia e al centro versate il composto di uova e spinaci ed un pochino di acqua tiepida. Iniziate a tirare dentro la farina ed amalgamate con le mani.
Impastate e formate la palla, aiutatevi con il palmo e schiacciate l’impasto per renderlo elastico. 
Copritelo con la pellicola e lasciatelo riposare per 30 minuti.

Per preparare il ripieno sarà sufficiente mescolare la ricotta con i formaggi grattuggiati fini e l’uovo.
Consiglio di mescolare con l’aiuto di una forchetta per non renderlo troppo cremoso. Deve amalgamarsi ma la ricotta deve rimanere bella soffice.
Riempite una sac-a-pochè con il ripieno, chiudetela con un legaccio e mettetela in frigo finchè la sfoglia non sarà pronta.

Stendete la pasta e procedete a fare la sfoglia con l’aiuto di una macchina per pasta.
Formate tanti cerchi e su ognuno posizionate il ripieno.
Chiudete a metà e fate uscire bene tutta l’aria prima di sigillare. Mi raccomando!!! Primo perché se no verranno a galla prima di cuocere e poi perché potrebbero rompersi in cottura.
Chiudete ancora il tortellone con la sua forma aiutandovi con il pollice.

Per la cottura consiglio acqua abbondante, un goccio di olio e sale.
Circa 3 minuti e poi scolateli con la ramina, non nello scolapasta. 
Passateli in una padella dove avrete fatto sciogliere abbondante burro e salvia.

Buon appetito!
Silvia









Mi presento.

silvia faraciCiao a tutti! Mi chiamo Silvia, sono celiaca e adoro cucinare, da sempre. Il mondo del senza glutine è difficile per chi, come me, ama la buona tavola, la ricerca continua di sapori e soprattutto… quando va al ristorante, assaggiare tutto! Questa cosa per molti anni è stata impossibile, io sono celiaca da quasi tutta la vita, da più di 20 anni ormai, mi definisco una pioniera del settore. Cresciuta con le prime merendine dure come il marmo, con tutto rispetto per chi le faceva, perché almeno qualcosa da mangiare c’era! Però, con gli anni,l’adolescenza, quando si andava a mangiare la pizza con i compagni di scuola ed io sempre insalata, le prime uscite da adulta che non sapevo mai cosa ordinare se non la classica bistecca alla griglia… Insomma. Volevo di più. Quel piatto che avevo davanti agli occhi, si… ma dell’altro commensale che avevo vicino.
Quindi ho detto basta! Lo voglio mangiare anche io! Negli ultimi anni devo dire che c’è stato un boom di negozi dedicati e la sensibilità dei ristoratori è aumentata per cui chiunque può veramente mangiare le repliche delle tanto sognate pizze al forno a legna, pasta fresca (forse) e altre prelibatezze (quasi). Diciamo che in media non ho mai trovato nulla di esaltante nei ristoranti che ho provato. In alcuni ho persino mangiato robe pronte della DS Schar! Ma scherziamo?!!?!? E’ come se i civili (io i non celiaci li chiamo così) vanno al ristorante a mangiare i tortelli Giovanni Rana!! Non esiste!  Morale della favola. Io in casa provo a rifare i piatti da me tanto sognati. Testo varie farine, perché non sempre tutto riesce a regola d’arte e, soprattutto, rivisito le ricette normali, riadattandole a queste strane farine che per fortuna abbiamo comunque a disposizione. 
Anni fa andai in Canada, lavorai in un pastificio normale, ma questa è un’altra storia di cui parlerò più avanti, dove ho provato a fare cibi senza glutine in un piccolo spazio a me dedicato. I preparati che abbiamo qui in Italia non li ho potuti trovare là per cui ho lavorato con materie prime di base. Per certi versi molto più sane, per altri purtroppo andavano ad influire negativamente sulla resa del prodotto. Ai Canadesi le cose sono piaciute e le ho vendute in pochissimo tempo. Nonostante non fossero all’altezza del mio tanto amato e mai raggiunto standard di qualità. L’uguaglianza alle cose..normali! Ora ci siamo quasi!!! Dopo anni e anni di prove, riadattamenti, mettici anche che i vari produttori di farina nel corso degli anni hanno modificato i loro prodotti, insomma. Io mi sento di aver raggiunto la pace dei sensi. La pasta fresca è buona, il pane viene con una bella crosta croccante. La pasta sfoglia ha mille foglie! Che altro desiderare dalla vita??? Per cui pancia mia celiaca fatti capanna!!! 

“Eppur non c’è” nasce durante un pranzo con cari amici che mi sono venuti a trovare e che non vedevo da tempo. Non essendo della mia regione e poco abituati alla pasta fresca fatta in casa li ho voluti omaggiare per il loro arrivo con un bel piatto di tortelloni alla ricotta. Erano molto entusiasti del pranzo e assangiandoli mi hanno chiesto “ma tu cosa mangi? questi???” come ad insinuare che fossero normali. Si, perché erano tutti “civili” (ma io per prassi faccio tutto senza glutine) per cui quando ho risposto che erano fatti da me e senza glutine mi hanno guardato e detto che non si sentiva la differenza “ma dai, sembrano fatti con la farina normale” ed io ho risposto semplicemente “eppur non c’è”. Questo è quanto! Spero che le mie ricette vi piacciano, le proviate e se mai riuscirò ad aprire il mio sognatissimo negozio di pasta fresca… vi aspetterò! Buon pranzo! Silvia

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