Frittatone di Pasqua. Carciofi, zucchine e formaggi

 

Visto che dal 23 al 29 marzo è la settimana Meat Free sto provando varie cose, senza carne si possono fare diversi piatti, per chi è abituato la sera a fare una bistecca e un po’ di insalata diventa certo più laborioso, ma vale la pena, anche per chi è un carnivoro convinto, fare una pausa, provare alternative. Senza entrare in merito a mille questioni…

Io questa settimana partecipo. 
Lunedì ho fatto un riso con lenticchie e porro. Molto gustoso, molto proteico.
Martedì questa super frittata super ricca. Un’idea da proporre anche per Pasqua, per un brunch, tagliata a fette in mezzo ad un panino per un picnic.
La frittata è sempre buona, anche fredda. Questa però appena fatta è il top, sentirete la crosticina croccante del formaggio e la morbidezza dello squaquerone.
Ovviamente potrete variare formaggi e verdure a piacere. Io l’ho fatta così perché avevo queste cose in casa.
Generalemente non sono una che va a far la spesa e compra in base a quello che mangerà, no. Di solito prendo un po’ di cose basilari (passata, uova, burro) più svariate verdure di stagione, poi carne e pesce a seconda dei vari giorni. Apro il frigo e per me è quasi sempre come stare a Masterchef ed avere una Mistery Box!! O come dice Bastianich, la Mistery Baaaaaacs.



Ingredienti per una frittatona
stampo diametro 18 cm, così viene bella alta.

10 uova
200 gr squaquerone
150 gr emmental
75 gr Parmigiano Reggiano
sale q.b.
1 zucchina
3 carciofi
1/2 cipolla
olio

Procedimento

Lavate e mondate la zucchina poi tagliatela a cubetti piccoli. Lavate e togliete le foglie più dure del carciofo, tagliate la cima e pulite il cuore dalla peluria interna. Tagliatelo a fettine sottili. Affettate finemente un po’ di cipolla e mettetela a soffriggere in una padella con un po’ di olio, aggiungete le verdure e salate. Saltatele per circa 10 minuti.
Tenetele da parte lasciando che raffreddino.
Accendete il forno a 170° ventilato.
Grattugiate finemente il Parmigiano mentre l’emmental grattugiatelo nella parte a fori grossi della grattugia. 
Aprite le uova in una ciotola capiente e sbattetele per gonfiarle un po’, poi aggiungete il parmigiano, mescolate, l’emmental, mescolate ed amalgamate. Nella terrina dove avete le verdure aggiungete lo squaquerone e mescolate bene, schiacciatelo ma che rimanga qualche pezzo grossolano. Aggiungete tutto alle uova e formaggio, mescolate rapidamente e versate in uno stampo foderato di carta da forno bagnata e strizzata, ben sistemata. 
Cuocete in forno preriscaldato a 170° per circa 35-40 minuti. Deve essere bella gonfia e dorata. 
Trascorso il tempo non aprite il forno completamente altrimenti potrebbe sgonfiare, per cui aprite piano e lasciate lo sportello leggermente aperto per qualche minuto. Se non sgonfia sfornatela e lasciatela riposare.


Io l’ho servita con degli spiedini di zucca e cipolle piatte, leggermente gratinate.
Patate al cartoccio con yogurt greco e tartufo. 
Ottimo per un brunch!
Ciao
Silvia

Capesante al curry su riso selvaggio del Canada

 


Questo antipasto lo rifarò all’infinito. 
A pensarci ora ci sarebbe stato bene anche un po’ di zenzero ma il piatto è dolce e speziato grazie al curry che si sposa benissimo con il pesce, capesante in questo caso.

Se volete proporlo come antipasto basteranno due capesante a testa, se volete trasformarlo in un piatto unico aumentate le quantità di tutto.

Il riso selvaggio è una pianta acquatica parente del riso, in Canada lo chiamano wild Rice, appunto riso selvaggio. Il nome della pianta è Zizania. 

Rimane croccante e ha un profumo particolare, ricorda un po’ il riso Venere, ma è integrale.
Se non lo trovate potete sostituirlo con il riso Venere, oppure il Long & Wild della linea Fior Fiore Coop.


Ingredienti per due persone

80 gr di riso Wild Rice
1 zucchina chiara
zucca 
limone non trattato
cipolla
4 capesante fresche
origano fresco
Olio Evo
curry 
sale

Procedimento

Cuocete in anticipo il riso selvaggio. Ci vorranno circa 40 minuti, seguite comunque i tempi di cottura riportati sulla confezione della qualità di riso che troverete.
Generalmente va messo in acqua fredda e portato a bollore, poi cotto per circa 35-45 minuti.
Lasciatelo scolare e riposare.
Nel frattempo tagliate la zucchina a listarelle e poi a dadini finissimi, io ho fatto circa 5 mm. Tagliate anche qualche pezzetto della buccia di un limone non trattato e lavato, fate striscioline finissime e tritatele.
Soffriggetela per qualche minuto in una padella con un po’ di olio Evo. Mettete in un piatto e lasciate da parte.
Tagliate la zucca, serviranno circa due fette da 3 cm di spessore. Pulitela e fate cubetti grandi tipo un dado da brodo.
Cuocetela in acqua bollente salata. A cottura ultimata scolatela con una ramina per non disfarla e lasciatela raffreddare in un piatto.
Tagliate una parte della zucca in piccoli cubetti e mescolatela assieme al riso e aggiungete anche la zucchina saltata. Mescolate e saltate il tutto in padella per qualche minuto.
Pulite le capesante, togliete la parte corallina e la parte bianca spessa. Asciugatela con panno carta e salatele, poi cospargetele con del curry. Massaggiatele e cuocetele in una padella con un filo d’olio per circa 1 minuto per lato.
Tolte le capesante fate saltare nella stessa padella anche qualche cubetto di zucca per l’impiattamento.

Componete il piatto così, prendete un coppapasta medio, mettete il riso con le verdure e schiacciate bene, sopra le capesante, un pochino di origano fresco, le capesante saltate e qualche strisciolina di buccia di limone non trattato.

Fatemi sapere!
Ciao
Silvia

I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

Mini arrosti di pollo con limone ed erbe aromatiche di primavera

Finalmente una settimana con qualche giornata soleggiata, ne ho approfittato per fare un po’ di giardinaggio e raccogliere delle erbe aromatiche che nascono nella mia aiuola.
Timo, rosmarino, salvia, origano, maggiorana, timo limone ed erba cipollina, tutte di un verde sgargiante. Una ripulita, tolte le erbacce ed ecco che spiccano tutte! Sono di una comodità enorme. Avere le aromatiche a disposizione e fresche tutto l’anno non ha prezzo! Quest’anno poi anche l’erba cipollina non ha dato vittoria a quel poco freddo che c’è stato!
Piantate anche in balcone alcune piantine, basilico, prezzemolo, sono sempre pronte all’uso e di sicuro freschissime! Daranno un sapore di estate ai vostri piatti, qualunque essi siano.

Visto che siamo in giornate primaverili vi propongo un petto di pollo saporito e morbidissimo, ho preso l’idea da un vecchio numero di Sale & Pepe (Marzo 2014) e l’ho rivisitata a mio gusto.
Per Pasqua potrebbe essere una valida alternativa se non volete mangiare l’agnello… 

Potete prepararlo in anticipo, prevede due cotture, la prima una scottatura in padella e la seconda in forno. Quindi se volete farlo per vari ospiti potete farlo tranquillamente prima e poi avere tempo per sistemare i dettagli per un pranzo con chi…volete voi! Come dice il proverbio. Pasqua con chi vuoi.


Ingredienti per due persone

1 petto di pollo intero
1 limone non trattato
erbe aromatiche miste tritate
farina senza glutine (qualunque)
Formaggio tipo provolone (io ho usato Auricchio piccante)
vino bianco
olio Extra Vergine di Oliva
sale
Filo per legare arrosti

Procedimento

Pulite il petto di pollo, tagliatelo in due mezzi petti e togliete tutte le cartilagini ed il grasso, incidete ogni mezzo petto e create una tasca, fate una incisione profonda, se preferite potete aprirli a libro e schiacciarli un po’ con un batticarne per intenerire la carne.
Salate l’interno del pollo e riempitelo con una fettina di limone fine con la buccia, tagliatela a metà, poi qualche listarella di provolone ed una manciata di erbette tritate fini.
Chiudete il pollo e fate un po’ di pressione sulla parte aperta.
Preparate anche l’altro mezzo pollo. 
In un piatto mettete un po’ di farina, le erbette tritate rimanenti ed un pizzico di sale, passate i petti di pollo schiacciando bene. Dovranno aderire le erbette.
Legate i petti con il filo da arrosti. Se avete fatto una semplice incisione potrete chiudere con uno stuzzicadenti.


Rosolate i petti in una padella con un po’ di olio EVO, cuoceteli da tutti i lati, sfumate con un po’ di vino bianco, poi finite la cottura in forno a 200° per circa 20 min.
Prima di servire togliete il filo.

Io li ho accompagnati con semplici asparagi bolliti, ma belli croccanti, fette di limone con le sue foglie e qualche ciuffetto di aromatiche.


Buon appetito
Silvia


Focaccine di Pasquetta per gita fuori porta


Sta per avvicinarsi la Pasqua e si parla sempre del famoso giro fuori porta del Lunedì dell’Angelo.
Se anche voi, come me, sperate in una Pasqua calda e piena di sole che possa consentire un picnic all’aria aperta, ecco per voi delle simpatiche focaccine da portare dietro.
Si potranno fare anche giorni prima, congelarle e scaldarle la mattina stessa.
Dato che siamo in stagione di primizie ho voluto usare asparagi e zucchine chiare, fresche fresche, l’intramontabile rosmarino, che fa da padrone. Ma anche gli altri due abbinamenti sono davvero buoni e danno un tocco di colore, richiamando proprio il periodo in cui siamo.

Se si va in qualche bel prato, magari in collina, con un bel plaid, l’immancabile cestino, allora si, ecco che i cibi più indicati sono proprio questi. Focacce, frittate, tramezzini, muffins salati. Tutto ciò che non necessita di essere scaldato ma che rimane buono e soffice.
Per l’insalata di riso è troppo presto. Godiamoci ancora un po’ le calorie dei carboidrati!


Per dare un tocco salutare ho aggiunto all’impasto il grano saraceno, ricco di proprietà. Ha un sapore leggermente amarotico, per cui non esagerate ad usarlo nell’impasto.

Ingredienti per circa 20 focaccine

800 gr farina Biaglut
150 gr di farina di grano saraceno
500 ml di acqua
1 bustina di lievito di birra secco
1 cucchiaino di miele
2 cucchiaini di sale fino
2 cucchiai di olio EVO

Per guarnirle 
5/6 Asparagi freschi
1 Zucchina
1 rametto di rosmarino fresco
1 cipollotto
olio EVO
Sale fino

Procedimento

In una tazza sciogliete il lievito di birra secco con acqua tiepida, un cucchiaino di miele e due cucchiai di farina Biaglut. Mescolate bene, coprite con pellicola trasparente e lasciate riposare circa 20 minuti, il composto, detto lievitino, deve gonfiare.
In una ciotola capiente o planetaria con gancio ad uncino mettete la farina Biaglut, il sale, l’olio e il lievitino.
Versate un po’ d’acqua alla volta e mescolate o impastate finchè non è tutto amalgamato. Il composto risulterà molto colloso, a questo punto aggiungete piano piano la farina di grano saraceno finchè l’impasto non inizierà a staccarsi dai bordi della parete. Dovrà risultare leggermente colloso ma compatto. Se serve aggiungete altra farina di grano saraceno.
Dovrete riuscire a fare una palla e trasferirla in un’altra ciotola oleata. Io mi aiuto bagnandomi le mani e lisciando l’impasto. Una volta trasferito nella ciotola oleate anche la superficie e coprite con pellicola trasparente; coprite con una copertina e lasciate lievitare in luogo caldo per almeno 1 ora e mezza, deve raddoppiare il suo volume.

Nel frattempo preparate le teglie spennellandole di olio.

Trascorso il tempo, sopra ad un tagliere mettete farina di grano saraceno, prelevate dall’impasto un cucchiaio colmo e senza troppo schiacciarlo e lavorarlo, formate una pallina di dimensioni medie e rotolatela nel grano saraceno. 

Schiacciate delicatamente ogni pallina con il palmo della mano e formate piccole focacce, non troppo sottili. Su ognuna mettete le verdurine, spennellate di olio e pizzico di sale.

Scaldate il forno a 200° ventilato, nel frattempo lasciate lievitare ancora mezz’ora le focaccine. Infornatele per circa 15-18 minuti, devono risultare dorate.
Sfornate e lasciatele raffreddare un po’ nella teglia prima di staccarle.

Potete farcirle a vostro piacere! Io ho provato con rucola fresca e robiola. Deliziose!!

 

Pasta e fagioli rivisitata. Maltagliati al saraceno e fagioli cannellini




Credo che ormai avrete capito che sono una che ama rivisitare le ricette più classiche. Dare a loro un mio tocco.
Amo la tradizione, vedo che i piatti che rimangono nel cuore sono quelli che si mangiavano da piccoli. Quelli che al primo boccone ti fanno volare indietro nel tempo a quando la mamma o la nonna preparavano quella pietanza così semplice, ma così buona, che ti scaldano il cuore per tutta la vita.
Gli inglesi lo chiamano comfort food, proprio perché dona conforto.
Così, in una giornata uggiosa e fredda, dopo una settimana soleggiata che quasi mi ero illusa, ho avuto voglia di quel piatto caldo che mi scaldasse il cuore, ma anche un po’ le ossa!!! Con questa umidità ne avevo proprio bisogno.

Il classico che ho rivisitato oggi è la Pasta e Fagioli. Piace praticamente a tutti. Fa benissimo. Non ha stagioni. Conosce molte varianti e quella che vi propongo oggi è con una pasta fresca fatta con grano saraceno, perché mangiare i fagioli abbinati a cereali è un buon modo, se non il migliore, per assimiliate tutte le proprietà di queste meravigliose e salutari proteine vegetali. 

La ricetta della crema di fagioli è della mia mamma. Non l’ho mai menzionata nel blog perché non è stata proprio la mia musa ispiratrice in cucina. Come mamma divorziata ha dovuto lavorare e tanto, per cui io, da brava donnina di casa, l’ho aiutata cucinando e facendo quello che potevo già in età adolescenziale.
E lavorando tanto non si ha certo il tempo per cucinare chissà che. Ma quando si metteva ai fornelli, potete credermi, erano momenti magici! I suoi piatti sono ancora quelli che preferisco!
Come si suol dire… pochi ma buoni!

Questa versione di crema di cannellini l’ha fatta per la sua nipotina, va bene, ora che è nonna lasciamole il diritto di viziare la piccola!!!
Io aggiungo la pasta fresca e l’abbinamento è molto azzeccato, il grano saraceno, con il suo retrogusto un po’ amarotico, si sposa perfettamente con la dolcezza dei cannellini. Anche se i manfettini della mamma erano davvero il top!!!!!!!!!! Piccole e finissime chicche di pasta. 
Mi farò dare la sua ricetta e ve la posterò.
Per ora accontentatevi della mia versione!

Ingredienti per due persone

Per la crema di cannellini

250 gr di cannellini gia lessati
3 cucchiai di passata di pomodoro
1 spicchio di aglio
prezzemolo
olio EVO
sale

Per i maltagliati al saraceno

100 gr di farina di grano saraceno
80 gr di farina Pane di Anna
1/2 cucchiaio di olio
acqua tiepida circa 3 cucchiai
pizzico di sale

Procedimento per la crema di fagioli cannellini

Pulite lo spicchio di aglio, togliete il germoglio all’interno e tritatelo con un ciuffo di prezzemolo, mettetelo in una pentola con un filo d’olio, scaldate e buttate i cannellini lessati. Soffriggete per qualche minuto, aggiungete il pomodoro, circa 3 cucchiai e coprite abbondantemente con acqua. Aggiustate di sale e cuocete per circa 10 minuti.
Frullate con frullatore ad immersione lasciando però una parte di fagioli interi.
Si avrà una consistenza cremosa e una parte di fagioli a vista.

Per la pasta

In una ciotola mescolate le farine con olio, un pò di acqua ed il sale.
Mescolate ed impastate energicamente, aggiungete farina di Pane di Anna se troppo bagnato.
Lasciate riposare l’impasto per 10 minuti e poi tiratelo con matterello o con la macchinetta.

Fate le strisce sottili al punto 2, devono essere un po’ grossolane. Con un coltello fate delle listarelle e poi tagliatele perpendicolarmente. Devono essere imprecisi, sono i maltagliati! La dimensione di circa 1 cm o poco più, in cottura crescono un pò.

Buttate la pasta fresca nella crema di cannellini che bolle, basterà cuocere qualche minuto senza mescolare troppo.

Servite con un filo d’olio extravergine. 
Bon Apetit!


Hello Bologna. Biscotti d’oltreoceano

Oggi per la mia cucina si può respirare un profumo fantastico di biscotti appena sfornati.
Per me questo odore è straordinario. Ha riattivato tutti i sensori della memoria ed in un baleno mi ha riportato in un luogo lontano ma a me molto caro. Il Canada. Luogo che ho sempre immaginato per com’è davvero.
La mia zia abita là da metà della sua vita e ho avuto la fortuna di poterla andare a trovare per tre volte.
Una delle quali mi ha fatto stare a contatto con lei ed imparare un po’ della sua arte nel cucinare, nel mettere tutta la passione possibile che in un buon cibo homemade si può trovare.
Sarà per questo che il mitico Bologna Pastificio, su Dufferin Street a Toronto, da oltre 30 anni è il luogo di ritrovo per tutte le persone che amano la tradizione italiana, il cibo sano e sicuramente fatto con tutto il cuore. Ne sono certa, l’ho visto con i miei occhi.
Viene tutto preparato fresco e ogni cosa ha il suo perché. Tutto è calcolato ma nulla ha del meccanico, del confezionato. Mani che avvolgono cannelloni, cucchiai che farciscono lasagne. Biscotti che vengono infornati e sfornati di continuo. Aaaahhhh, voi non immaginate che profumo fantastico là dentro.
Per non parlare delle salse, condimenti. La cosa più succulenta? L’ammoglio, un intingolo siciliano a base di pomodoro fresco, aglio e origano. What else? La cosa più sublime che c’è. Non dico che la metterei anche su questi biscotti ma è così buona che si potrebbe mangiare col cucchiaio e senza altro! Appena ci saranno i pomodori freschi mi ricorderò e ve lo farò! Promesso.

Nel Pastificio c’è l’anima di Maria. E’ casa sua. E ogni cliente può portarne un pezzetto a casa.
Sarebbe bello poter aprire un luogo così magico qui, dedicato al senza glutine.

Se capitate a Toronto non fatevi mancare un giro su Dufferin St. 2895. Ci sono un sacco di cose buone da gustare!

Il Bologna Pastificio su Dufferin Street a Toronto


Questa ricetta che vi propongo oggi è di biscotti fragranti e delicati, con mandorle a pezzi e succo di arancia nel loro impasto.

Facili da fare ma attenzione, creano dipendenza. Appena sfornati ne ho mangiati 5 di fila. Aiuto!
Con mezzo kilo di farina ne sono venuti circa 50 pz. Aiuto per davvero!!! sarò costretta a regalarli!!!

La ricetta originale era della mia nonna Vincenzina, la portò oltreoceano mia zia Maria, ed oggi, per voi, torna ancora una volta nel vecchio continente. Ha attraversato ben due volte l’oceano questa ricetta e sono sicura che ne sarà valsa la pena perché vi piaceranno un sacco ed entrerà nel vostro cuore.


Li ho chiamati Hello Bologna perché è così che mia zia risponde al telefono quando la chiamo. Hello Bologna! e poi si chiacchiera. 

Impastiamo?

La CN Tower vista dal lago Ontario
Toronto, downtown vista dalla CN Tower
Niagara Falls

Ingredienti per 50 pezzi

500 gr di farina Mix C Schaer
2 uova
200 gr di margarina
200 gr di zucchero
200 gr di mandorle non pelate e tritate grossolanamente
mezza bustina di lievito San Martino senza glutine
1 arancia non trattata

Procedimento

Lavate l’arancia non trattata con il bicarbonato, sbucciatelo e frullate tutto, tranne il picciolo. Buccia e frutto tutto insieme fino ad ottenere un passato di arancio.
Tritate grossolanamente le mandorle.
Mettete in una ciotola capiente la farina e la margarina. Con le mani sfregate il composto fino a farlo diventare come sabbia. Aggiungete lo zucchero, il lievito, le mandorle e le uova.
Mescolate dal centro ed incorporate farina.
Amalgamate e impastate fino a formare una palla. Se necessario aggiungete un po’ di farina per staccare il composto dalla ciotola.
Versatelo su un piano infarinato e continuate a modellare la palla, l’impasto deve maneggiarsi bene e non risultare appiccicoso. Se serve aggiungere farina. 
Formate delle palline e allungatele, schiacciatele tipo grissino piatto e tagliate i biscotti a losanghe.
Cuocete per circa 20 minuti a 200° in forno ventilato.
Sfornate quando saranno di un bel colore dorato.

Lasciate raffreddare prima di assaggiare… se ci riuscite!

A presto.
Silvia

Pita al pollo Greek-Mex (fusion street food)

Tante volte ci complichiamo la vita a fare le ricette più disparate, le presentazioni più complesse, compriamo mille ingredienti per usare un centesimo di parte solo per mettere una lacrima sul piatto… Io ci casco spesso in questo meccanismo perché per me vedere un piatto ben realizzato mi fa sentire bene, per me non si tratta solo di mangiare. Ma di amare il cibo, rispettarlo, dargli una nuova forma ma rispettando sempre la materia prima. 
E per chi lo mangerà spero sia una buona esperienza, un ricordo, se non altro del momento passato insieme.
Il cibo è un mezzo potentissimo di avvicinare le persone, è conviviale. 
Non possiamo sempre mangiare tutti stecchi e farci servire da un cameriere.
No.
Le nostre origini ci dicono che spesso possiamo anche mangiare con le mani ed è per questo che lo street food ci piace tanto. Richiama le nostre radici molto profonde. Le nostre mani sono nate per mangiare. Per procurarci il cibo e nutrirci.
Quindi approvo la cena da mangiare a mani nude, ben lavate eh?
A mia figlia non ho mai vietato di mangiare con le mani, primo perché ha avuto la necessità di toccare il cibo e capire fin dai 6 mesi con cosa aveva a che fare, secondo perché vedeva noi e non potevo certo dirle di non farlo! Che controsenso sarebbe stato.
Per cui viva il cibo da strada, lo street food! E se è fusion ancora meglio! Racchiude di tutto un pò.
Vorrei dire che però ogni tanto è bello anche andare nei posti super raffinati. Anzi, stupende sono le esperienze fatte in certi locali, vedere con che cura e profonda sapienza cucinano e raccontano dei piatti è da ammirare. Sia chiaro che non criticavo. 
Volevo solo confermare quanto ci piace mangiare comodi alla fine di tutto…
 
Oggi vi propongo un piatto che parla di Grecia e Messico, rivisitato alla mia maniera. Una morbida pita, pane tipico greco, che avvolge una sorta di fajitas ma con un tocco agrodolce.
 
Risultato? Da leccarsi le dita! Promesso…
 
 
 
Ingredienti per due persone
 
1 petto di pollo intero
2 peperoni rossi (ma anche misti)
1 peperoncino piccante
1 cipollotto di Tropea a gambo lungo
olio EVO
1 cucchiaio di aceto di mele
1 cucchiaino di zucchero di canna
sale fino
Cavolo cappuccio viola
 
Per la Pita
250 gr di farina Biaglut
1 cucchiaino di polvere lievitante il pizzaiolo Paneangeli (trovato in prontuario AIC qui) – lievito chimico istantaneo per pizza e salati
acqua q.b. circa mezzo bicchiere
1 cucchiaio di olio EVO + olio da spennellare sopra
sale fino
 
Procedimento
 
Tagliate il cipollotto a rondelle, solo la parte bianca e mettetelo in una wok con olio. Fate dorare e aggiungete il peperone tagliato a listarelle sottili ma lunghe e salate. Aggiungete il peperoncino, se è molto piccante potete aprirlo in due e lasciarlo solo ad insaporire. Altrimenti se vi piace il piccante potete sminuzzarlo e metterlo in cottura. 
 
Cuocete a fuoco medio per circa 10 minuti, mescolate e saltate. Cospargete i peperoni con un cucchiaio di zucchero, copriteli leggermente poi alzate la fiamma e versate l’aceto. Fate evaporare. Abbassate la fiamma e cuocete ancora un po’, i peperoni dovranno essere cotti.
Tagliate il pollo in due e togliete l’osso a Y, pulitelo dal grasso e cartilagini ed aprite a libro i due mezzi petti. Tagliateli a listarelle sottili e salateli.
Togliete dal wok i peperoni e metteteli in un piatto, aggiungete un filo d’olio in padella e mettete il pollo a dorare, per cui cuocete a fuoco vivo per 10 min circa. Salate.
A pollo cotto buttate sopra i peperoni e mescolate. Spegnete il fuoco e aggiungete le cime del cipollotto tagliate fini fini ad anelli, darà un tocco di colore e di freschezza al piatto.
 
Per preparare la pita, uso il lievito istantaneo, ma se preferite potete usare il lievito di birra e fare lievitare per circa 2 ore.
Io ho fatto così per fare prima, ed era soffice e molto buona
Accendete il forno ventilato a 250°C.
Impastate in una ciotola tutti gli ingredienti, farina, olio, acqua, sale e lievito, amalgamate, deve rimanere asciutta e non appiccicare.
Il segreto è di non impastare troppo, rimarrà molto soffice. Formate due palline e schiacciatele con le mani fino a farla arrotondare e appiattirla fino a mezzo cm di spessore. Mettete le due pite su una placca da forno con carta oleata e spennellatele di olio.
Infornate per circa 10 min, dovranno essere dorate.
 
Affettate del cavolo cappuccio viola, sarà un bel contrasto, sia di colore che di croccantezza, farcite la pita ancora calda con il pollo e il cavolo. Potete aggiungere dello yogurt greco, della maionese, un po’ di avocado. Ciò che più vi ispira!
 
Buona cena.
 
Ah, fatemi sapere se vi siete leccati le dita!!!
Ciao
Silvia

Pane e pane. Che farina usare?

Oggi vorrei parlare del pane senza glutine.
Ognuno di noi ha le proprie preferenze e sicuramente per ogni celiaco c’è il desiderio di mangiare un buon pezzo di pane.
E’ l’alimento che manca di più in assoluto, molti prodotti pronti sono validi ma nulla è buono come il pane appena fatto. Quello ancora caldo.

A volte mi capita di entrare in un forno a prendere del pane per la mia famiglia e non vi nascondo che spero ci sia della fila per poter rimanere lì a respirare quel profumo di qualcosa che tanto mi manca.

Io in casa lo faccio spesso poi lo congelo. Quando lo cuocio si diffonde subito per casa quel profumo che fa tanto comfort food e ti rilassa la mente. Altro che i deodoranti per la casa! Cucinate pane!
I vostri ospiti che arriveranno per l’ora di cena con l’odore del pane appena fatto resteranno estasiati!

Ho letto che molti celiaci fanno il pane con il lievito madre, in questo non mi sono ancora cimentata per mancanza di tempo.



Sto testando varie farine e vi dico subito che certi preparati di quelli tipo “aggiungi acqua e olio” li ho scartati a priori. Li ho provati qualche volta e non mi sono piaciuti. 
Poi dipende tutto dal gusto personale.
Vorrei tanto mangiare quel pane tipo le crocette, che la mollica quasi sembra zucchero filato!


Senza la proteina che fa questa magia è impossibile. Rassegnatevi cari amici miei. 
Ma non per questo non possiamo fare un pane altrettanto buono. 
Non avrà la stessa consistenza ma il sapore sarà decisamente buono.

Ho provato varie farine ma ho migliorato il mio modo di fare pane solo di recente per cui i vecchi test che ho fatto non li considero validi, vorrei riprovare per capire se era questione di inesperienza o di farine.

Mi trovo molto bene con la Biaglut, il grano saraceno e anche quella della linea Coop.
Voi che farine usate?

Ci sono molti trucchi per fare un buon pane, trucchi che utilizzano i panettieri. Se qualcuno di voi ha la fortuna di conoscerne uno sono certa che vi potrà dare qualche dritta da utilizzare anche se il nostro pane non ha il glutine.

Mi hanno consigliato di aggiungere all’impasto della farina di ceci, essendo proteica potrebbe dare elasticità al pane. Proverò.

Se utilizzate guar o xantano controllate sempre se sulle farine ce n’è già, perché altrimenti aggiungendone dell’altro otterrete un pane da utilizzare per il prossimo campionato di tennis.

Per avere una bella crosta croccante mettete un pentolino di acqua nel forno durante la cottura.


Aspetto i vostri commenti!


Ciao 
Silvia 

Gnocchi di pane con carciofi e melanzane

 

Ieri ho provato a fare dei carinissimi gnocchetti di pane stile tirolese e dopo averli provati in brodo ho voluto fare un condimento casereccio, un po’ rustico e che si sposasse bene con il sapore tipico del grano saraceno.

 
Avevo nel frigo bellissimi carciofi e melanzane.. Perché no…
Risultato? Molto azzeccato, soprattutto per l’aggiunta di speck che ha dato al piatto un sapore ancora più montanaro ma nulla di pesante.
 
Dovete provarli!!!

Ingredienti per due persone
 
20 gnocchi di pane al grano saraceno, la ricetta è qui
1 carciofo
1 melanzana
2 spicchi di aglio
4 fettine di speck
Olio EVO
sale
 
Procedimento
 
Togliete dal carciofo le foglie più spesse, lavatelo e tagliatelo a metà, eliminate il pelo sopra al cuore e  tagliatelo a fettine sottili.
Scaldate due cucchiai di olio Evo in una padella larga, io ho usato una wok,  buttate due spicchi d’aglio pelati ma interi e appena l’olio è caldo buttate anche i carciofi.
Tagliate la melanzana a tocchetti piccoli e uniteli ai carciofi, fate rosolare bene, mescolando. Le verdure devo essere ben dorate.
Aggiungete un po’ di acqua calda, e cuocete per circa 10-15 minuti, dipende da quanto farete grandi i pezzetti.
Assaggiate ed aggiustate di sale.
A parte, in una padellina, rosolate lo speck tagliato a listarelle sottili.
Unitelo alla verdure e mescolate.
Togliete gli spicchi di aglio.
 
 
Cuocete gli gnocchi di pane in abbondante acqua salata e quando galleggeranno toglieteli con una ramina e saltateli dentro la padella con il condimento di carciofi e melanzane e speck.
 
Buon appetito!
 
 

Zuppa (quasi) inglese in vasetto

Voglia di zuppa inglese?
Farla un po’ light non guasta. Avevo Pan di Spagna fatto in più e ho voluto rifare un dolce che non mangio da circa 10 anni se non di più.
Il dolce classico prevede la crema pasticcera ma se preferite una versione con meno colesterolo provate questa con una crema bianca leggerissima.

Un dolce da servire a vista perché con il colore dell’Alchermes è davvero scenografica.


Ingredienti per 4 vasetti

500 ml di Crema bianca – la ricetta la trovate qui
2 cucchiai di cacao amaro in polvere
Alchermes
1 base di Pan di Spagna tagliata a metà (spessore circa 1 dito) – la ricetta è qui

Procedimento

Preparate la crema bianca, a metà aggiungete del cacao amaro in polvere o se preferite sciogliete un po’ di cioccolato fondente in microonde e mescolatelo alla crema ancora calda.
Tagliate con un coppapasta 6 dischetti di Pan di Spagna, la misura deve essere come l’apertura del vasetto.




Sul fondo del vasetto versate uno strato di crema bianca, inserite il primo dischetto di Pan di Spagna, bagnate con Alchermes, qualche goccia sulla crema così si vedrà attraverso il vetro.
Versate la crema al cacao, inserite il secondo Pan di Spagna, bagnate con altro Alchermes.
Versate nuovamente la crema bianca e coprite con l’ultimo tondo di Pan di Spagna che dovrà avere metà dello spessore degli altri due dischetti, bagnate con un pochino di Alchermes.

Lasciate raffreddare e mettete in frigo a rassodare.

Pronto in poche ore e potrete gustarlo!

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