Lo spaghetto è la cosa più buona in assoluto, quel cibo a cui non si potrebbe mai dire di no, può essere leggero o carico a seconda del condimento, è versatile, io lo uso anche spezzato per fare minestre invernali. Il top per me è condito con sugo di pomodori freschi e la fogliolina di basilico. D’estate mangerei solo di quelli.
Poi se penso bene li mangerei molto volentieri anche con il pesto… Però il pesto a volte può risultare un po’ indigesto. Ho provato a non mettere l’aglio e in effetti andavo già meglio, l’effetto lingua felpata di gatto che non beve da otto settimane non c’era. Ma continuava ad essere pesante e poco digeribile, poi ho scoperto che utilizzando il frullatore il basilico diventa meno digeribile, per cui lo trito meno e così allora funziona! Quindi se non lo digerite ma vi piace, non utilizzate il frullatore ad immersione, altrimenti non vi lascerà per due giorni!
Cercando alternative su internet ho notato tempo fa che in rete era scoppiata la moda del pesto di avocado. E indovinate da chi è partita l’idea? Dai Finlandesi! Ma ditemi voi cosa ci azzeccano i finlandesi con un frutto che sa di vacanze ai Caraibi… Studiato dallo chef Alexander Gullichsen nel 2012 (e dai Maya 4000 anni fa vorrei aggiungere), probabilmente perché le ricche proprietà di questo frutto hanno fatto il giro del mondo e chi più di un popolo che vede la luce 6 mesi all’anno ne ha bisogno? L’avocado racchiude in sé tutto il sapore oleoso del sole, il gusto del benessere. E’ da considerare un super alimento. In California producono anche l’olio di avocado, costa il doppio dell’olio di oliva extravergine. E’ preziosissimo. Oltre che buonissimo.
L’avocado è un frutto burroso, va consumato quando riuscite ad affondare il dito nella buccia, ne esistono di varie qualità, a buccia morbida o dura, verdi o quasi neri. L’importante è che dentro siano verdi e non filamentosi (troppo maturi) immaginate una banana alla giusta maturazione.
Chi mi conosce sa che mi nutro di guacamole da anni. E chi l’ha assaggiata sa anche che la faccio con il cuore ed è buonissima.
In Messico la mangiavo dalle 8 di mattina, a colazione, in piscina, a pranzo, a merenda e ovviamente guai a farla mancare a cena…
Non c’è cosa che io preferisca.
Unendo le due cose… perché non provare, spaghetti con la guacamole!
Come dicevo, tempo fa ho letto dal blog di Timoebasilico la versione finlandese, o se preferite provare la sua ai broccoli trovate la ricetta qui.
Io ho leggermente cambiato gli ingredienti per farla poco più leggera, ma il risultato è pressoché simile. La guacamole, il cibo degli Dei!
Ingredienti per 4 persone
Per il pesto:
1 avocado maturo
il succo di 1/2 lime
1/2 cipollotto
1 cucchiaio di parmigiano reggiano
sale
peperoncino fresco a piacere (io ho utilizzato una punta di habanero, meglio se trovate l’halapeno)
320 gr di spaghetti Barilla senza glutine (i miei preferiti)
Portate a bollore l’acqua in una pentola capiente.
Nel frattempo tagliate in due l’avocado, togliete il seme e scavate la polpa con un cucchiaio, mettetela in in una ciotola.
Aggiungete il succo di mezzo lime, il cipollotto affettato ed il peperoncino.
Mettete anche un cucchiaio (anche abbondante, se volete 2) di parmigiano reggiano e frullate brevemente con il frullatore ad immersione, giusto per far sparire la cipolla. Non esagerate o diventerà una purea molto liquefatta.
Buttate la pasta, aggiungete un goccio di olio di semi nell’acqua per non farli attaccare e mescolate subito.
A cottura scolateli e versateli in un piatto da portata, mettete un filo d’olio per districarli e conditeli con abbondante pesto di avocado.
Ciao
Silvia


